Antropologie storiche

 

  • Antropologia delle minoranze storico-linguistiche

Il progetto di ricerca riguarda lo studio antropologico delle minoranze storico-linguistiche, che hanno ricevuto diversi trattamenti politici, hanno avuto diversi destini storici e sono state studiate intensivamente o del tutto ignorate dall’antropologia italiana in processi che sono oggi ancora ampiamente da ricostruire.
Il processo di costruzione dell’oggetto di ricerca è stato elaborato anche attraverso l’avvio di collaborazioni internazionali su queste tematiche. In particolare si segnalano le collaborazioni ben avviate con il Centre for Minorities Research (CMR) presso l’Università di St Andrews (Scozia – Regno Unito) di cui è direttrice e fondatrice la dott.ssa Stavroula Pipyrou e con la Facultade de Educação della Universidade Federal de Minas Gerais (UFMG) (Belo Horizonte – Brasile), in particolare con il programma di Formação Intercultural de Educadores Indígenas (FIEI) di cui è coordinatrice la prof.ssa Ana Maria Rabelo Gomes.

Ricercatrice: Stefania Pontrandolfo

Periodo: a partire dal 2017

Pubblicazioni:

Stefania Pontrandolf0, 2017. Recensione a Review of “The Grecanici of Southern Italy. Governance, Violence, and Minority Politics” by Stavroula Pipyrou, «JOURNAL OF MEDITERRANEAN STUDIES»vol. 26n. 12017pp. 115-117

Stefania Pontrandolf0, 2017. “Ernesto De Martino e gli zingari invisibili«DADA», n. 22017pp. 127-148

 

  • Antropologia storica dei rapporti tra Chiesa cattolica e Rom in Italia

Il progetto vuole analizzare il modo in cui la Chiesa cattolica contribuisce alla metamorfosi dei “nomadi” nell’Italia (e in parte nell’Europa) della seconda metà del Novecento. Si tratta di strategie che portarono decine di religiosi, preti e suore, a vivere con i “nomadi” in nome della “condivisone in Cristo”, che svilupparono un’editoria cattolica rivolta ai “nomadi” o riguardante i “nomadi”, che favorirono la traduzione in romanes di testi evangelici e liturgici e che portarono agli onori degli altari, per la prima volta nella storia, un “nomade”. Ma l’azione della Chiesa è nata e si è sviluppata negli stessi decenni in cui nascono e/o si sviluppano il concorrente movimento pentecostale della Chiesa Evangelica Tzigana, varie associazioni e ONG laiche che hanno come mission l’aiuto sociale verso i “nomadi”, associazioni di Rom e Sinti fautori di una politica di riconoscimento, l’attenzione sempre più insistita delle istituzioni europee (Consiglio d’Europa, Comunità/Unione Europea), le azioni delle amministrazioni locali e regionali verso i “nomadi” e, a partire dalla metà degli anni Ottanta, un antiziganismo razzista sempre più virulento. Ora, le “strategie pastorali” non appaiono sempre omogenee e concordi all’interno della Chiesa né nei rapporti con queste altre istanze e avvenimenti, né nei rapporti con i “nomadi”, né nei rapporti con le autorità locali della Chiesa, cioè le parrocchie. Il progetto partendo dalle esperienze etnografiche del ricercatore, analizza tali intricati rapporti, tenendo in particolare considerazione le storie di vita di alcuni singoli missionari e attivisti religiosi che hanno vissuto per decenni nei “campi nomadi” o nei quartieri degli “zingari” della penisola.
Il progetto è finanziato con fondi del Dipartimento di Scienze Umane.

Ricercatore: Leonardo Piasere

Periodo: a partire dal 2016

Pubblicazioni:

Leonardo Piasere, 2018. “La Chiesa nomade. Per un’antropologia storica dell’evangelizzazione cattolica dei Rom e Sinti in Italia”, Meltemi, 2018.

Leonardo Piasere, 2018. “THE CATHOLIC CHURCH AND THE EVANGELISATION OF ‘NOMADS’ IN ITALY”,«NOMADIC PEOPLES» , vol. 22 , n. 12018pp. 27-46